venerdì 1 ottobre 2010

Sulle orme del dottor Gesù



9Passando per la via, Gesù vide un uomo, un certo Matteo, il quale stava seduto dietro il banco dove si pagavano le tasse. Gesù disse: 'Seguimi!'. Quello si alzò e cominciò a seguirlo.
10Più tardi, Gesù si trovava in casa di Matteo a mangiare. Erano venuti anche molti agenti delle tasse e altre persone di cattiva reputazione e si erano messi a tavola insieme con Gesù e i suoi discepoli. 11Vedendo questo fatto, i farisei dicevano ai suoi discepoli:
- Perché il vostro maestro mangia con quelli delle tasse e con gente di cattiva reputazione ?
12Gesù sentì e rispose:
- Le persone sane non hanno bisogno del medico; ne hanno bisogno invece i malati. 13Andate a imparare che cosa significa quel che Dio dice nella Bibbia: Misericordia io voglio, non sacrifici. Perché io non sono venuto a chiamare quelli che si credono giusti, ma quelli che si sentono peccatori. (Matteo 9:9-13)

La bravura e la competenza di un medico si misurano in base alla sua capacità di guarire i malati; egli li frequenta tutto il giorno dispensando appropriati consigli. Incontra pure le persone sane, ma solo di sfuggita.
Così è di Gesù in mezzo a noi. Non si sofferma tanto tra quelli che sono sani (ma poi chi è sano totalmente?), indugia piuttosto al capezzale dei pazienti più gravi, più bisognosi, prendendosi cura di loro.
Se ci capitasse di pensare che Dio ci è vicino solo quando siamo "bravi", saremmo parecchio fuori strada. E come Lui si accosta a coloro che più sono malati, così dovremmo fare anche noi. Gesù ci ha lasciato degli insegnamenti sublimi. Mettiamoli in pratica e vivremo alla massima espressione d'Amore, di Verità e di Felicità!

Un bambino dice al fratellino: "Devi comportarti bene, devi essere buono, altrimenti papà non ti vorrà più bene".
Il padre avendo sentito, replica: "Continuerò ad amarvi quando sarete buoni e quando sarete cattivi. Quando sarete buoni vi amerò e sarò felice. Quando sarete cattivi, vi amerò e sarò triste".
Come Genitori dobbiamo rassicurare i nostri figli che li amiamo incondizionatamente.
Essi devono sapere che SEMPRE E COMUNQUE possono contare sul nostro Amore.
Questo discorso chiaramente è valido non solo per i rapporti tra genitori e figli, ma anche per tutti gli altri rapporti. Ricordiamoci di amare senza accampare pretese. L'Amore è la luce di Dio che dobbiamo fare risplendere ovunque, presso chiunque, senza nulla chiedere in cambio. Questo significa realmente essere una Luce d'Amore. Questo vuol dire seguire le benedette e sante orme del Maestro Gesù. Questo è vivere divinamente!

Daniele Barbarotto

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